Il pendente, realizzato in oro giallo, bianco, argento e bronzo smaltato, è un connubio di simboli e significati che, in perfetta armonia tra loro, donano al gioiello un valore unico e inequivocabile.
Gaudium in lingua latina significa gioia, quale gioia più grande prova l’ essere umano se non quella generata dal sentimento che maggiormente anima la vita, cioè l’ amore.
La forma del cuore evoca immediatamente tale sentimento, il piumaggio colorato di un pavone ne indica la bellezza, mentre la porticina aperta, in oro bianco posta al centro, assume un duplice significato:
Inteso come amore tra due persone, l’ uno apre all’ altro la porta del proprio cuore e viceversa, inteso in chiave più spirituale è Dio che apre la porta dell’ amore all’ uomo, il che ricorda anche l’apertura della porta Santa in un anno giubilare come gesto di accoglienza.
La parte fitta del piumaggio, posta in basso, somiglia a un piccolo viale ciottolato che conduce verso la porta aperta.
Tutta la parte centrale è racchiusa surrealisticamente in una cornice in oro giallo a forma di Ankh, antico simbolo egizio della vita, come se ci volesse dire che non esiste amore senza vita, ma non esiste vita che non abbia al suo interno un cuore che batte.
L’ amore e la gioia sono universali, uniscono culture e religioni diverse…
Realizzato in metalli preziosi, quali oro giallo 750/1000 (18Kt) e argento 925 /1000, adagiati su una base in Sodalite, il fermacarte evoca chiaramente simboli e significati riconducibili alla religione cristiana e cattolica. L’idea nasce pensando al primo gesto che dà inizio all’anno giubilare, ovvero l’apertura della Porta Santa presso la Basilica di S. Pietro a Roma. Il punto centrale del gioiello da scrivania rappresenta infatti una porta aperta, inclusa nel celebre colonnato di piazza S. Pietro che contiene direttamente la cupola della Basilica, seppur semplificata e stilizzata rispetto a quella reale. La cupola in argento è un chiaro richiamo alla chiesa più importante al mondo, su di essa si adagia delicatamente una croce in oro giallo, simbolo inequivocabile della religione cristiana. La croce è risaltata dalla luminosità del prezioso metallo e scivola via via fino al varco di ingresso del colonnato, un varco che è un tutt’uno con la Porta Santa, aperta e pronta ad accogliere i fedeli. Il significato del colonnato, così come ideato dal Bernini, cioè l’abbraccio rivolto ai pellegrini che stanno raggiungendo la chiesa, assume ancora più importanza unendosi direttamente alla Porta simbolo dell’Anno Santo, quell’accesso così speciale che conduce alla casa di Dio. Dall’elemento centrale della scena si irradia verso l’esterno un fascio di luce, con raggi aurei e argentei, una luce potente che ricorda la bellezza divina. I raggi si innestano in un arcobaleno che racchiude tutta la scena, ulteriore simbolo che per il cristianesimo rappresenta l’alleanza tra Dio e l’uomo, simbolo di pace e di speranza… La rappresentazione si evolve poi verso la parte inferiore con una pergamena in argento e oro, sulla quale vi sono le lettere I H S, monogramma che rappresenta il nome di Gesù e che, se interpretato in forma latina “Iesus Hominum Salvator “, può essere inteso anche come Gesù salvatore degli uomini, La collocazione della pergamena parallelamente all’ingresso del varco è come se volesse ricordare che Gesù e Dio padre sono sempre pronti ad accogliere l’uomo…
Il gioiello, per rappresentare il proprio significato, sfrutta la teatralità del Barocco come stile ricco di molteplici dettagli.
Chiaramente ispirato alla celebre fontana di Trevi di Roma, al centro del medaglione vi è l’uomo che traccia l’infinito percorso dell’arte, con un’altra chiave di lettura può essere identificato anche come Dio che guida la mano dell’uomo in tale tracciato.
L’uomo ha tuttavia bisogno dei quattro elementi offerti dalla natura per concretizzare le proprie opere, ecco quindi la rappresentazione del fuoco posto in alto, alimentato dall’aria generata dai vortici, poi c’è l’acqua che attraverso una cascata ricade verso il basso bagnando le piante generate dall’elemento terra, piante che producono l’ossigeno necessario alla vita.
Le scale poste ai fianchi, che rievocano un’altra opera barocca della città eterna, ovvero la celebre scalinata di Piazza di Spagna a Trinità dei Monti, rappresentano il percorso;
è quello dell’uomo che realizza l’opera d’arte salendo professionalmente un gradino alla volta, così come accade nelle tappe della vita stessa….
E’ un omaggio a Borromini, alla città di Roma che ha reso celebre le sue opere e a Minerva, dea protettrice delle arti.
Seguendo lo stile borrominiano, basato sull’utilizzo di materiali poveri impreziositi dalla manualità dell’uomo, sulla ricchezza di dettagli e il continuo cambio di volumi, si è sviluppata l’idea di questo monile, ecco perché l’utilizzo della terracotta, dei marmi, gli smalti e vari metalli.
In un solo gioiello, convivono il mio lavoro di orefice, quello del ceramografo, del mosaicista, dell’incisore e della smaltatrice.
Proprio come un architetto che per concretizzare il proprio progetto coordina varie maestranze, si è creato in questo caso, grazie all’utilizzo di metalli preziosi quali oro e argento, uno specchio della città eterna così come appare ancora oggi ai nostri occhi, tra rovine antiche e architetture barocche.
Linee concave e convesse, ispirate alla facciata della chiesa di S. Carlo alle quattro fontane, sono riproposte esattamente quattro volte e creano il perimetro del medaglione.
La stessa chiesa, in miniatura e semplificata, è presente lungo i quattro lati esterni del gioiello (il quattro, numero ricorrente, come le quattro fontane vicine alla chiesa)
La facciata esterna della piccola chiesa in oro, posta su due livelli, si alterna a colonne romane che poggiano su piccoli micromosaici in marmi policromi e a elementi in oro giallo incisi e smaltati a fuoco, il tutto è ornato da una delicata incisione che ripropone disegni riconducibili a ornamenti del Barocco, giocando fra superfici lucide ed altre opacizzate da una sottile satinatura.
Le colonne come a rappresentare ciò che resta di un antico tempio dedicato a Minerva, la quale è rappresentata attraverso una terracotta dipinta con tecniche degli antichi vasi etruschi, greci e romani.
È come vedere una sovrapposizione dell’architettura barocca sulle rovine antiche, forse l’esempio più famoso è la celebre piazza Navona ricalcata sullo stadio di Domiziano.
Sul retro del medaglione, grazie al materiale più moderno utilizzato oggi in gioielleria, il titanio, si è ricreata la cupola del Pantheon (esempio dell’eccellenza architettonica raggiunta in antichità), un connubio tra moderno e antico che si incontrano rappresentando, in questo caso, non un tempio di tutti gli dei ma un tempio celebrativo di varie arti abbinate.
Attraverso l’oculus della cupola è visibile il mio logo in oro giallo, con sfondo in smalto blu notte, proprio come se si vedesse nel cielo.
In ultimo, come omaggio inusuale a tutti gli artigiani che hanno contribuito attraverso la propria arte alla realizzazione del gioiello, ho voluto che venissero incisi, insieme al mio, i loro nomi; un viaggio collettivo per un gioiello che spero possa attraversare il tempo.
Non esiste opera senza il cuore, la mente e le mani di una o più persone che svolgono il proprio lavoro con estrema passione.
Scheda tecnica:
Ciondolo in oro, argento e titanio con terracotta dipinta a mano, smalti a fuoco e micromosaico in marmo.
Un equilibrio tra diversi temi tradotto in un gioiello unico, la seconda vita, il riutilizzo, passato e futuro che si incontrano, tradizione e tecnologia moderna. L’ idea nasce proprio dal voler unire un simbolo del futuro, identificato dalla mano, con qualcosa del passato. La mano rappresenta idealmente il metaverso, mentre osserviamo virtualmente abbiamo la percezione di toccare ciò che vediamo. L’ ammonite posta al centro del pendente rappresenta la seconda vita e il riutilizzo, un fossile di un animale preistorico che trova nuova vita in un gioiello dove materia , tecnica e simboli convivono in perfetta armonia. L’ammonite sembra avere quasi sembianza di un orologio che scandisce il tempo, il passaggio… Sul retro del ciondolo è rappresentata l’antica divinità del Giano Bifronte, simbolo del passaggio e di ogni nuovo inizio, con un volto rivolto al passato e l’altro che guarda il futuro; sembra uscire da una grotta, da un tempo arcaico, venature in oro giallo sovrapposte a quarzo fumé hanno sembianze di stalattiti o meglio di filoni auriferi, così come nasce la materia preziosa per poi essere plasmata proprio dalla mano dell’uomo.
Scheda tecnica:
Ciondolo in oro giallo e argento con ammonite e quarzo fumè.
Il gioiello rappresenta un viaggio attraverso il tempo, i luoghi e le diverse forme d’arte ;
in un unico pezzo convive l’arte orafa del Rinascimento fiorentino, il micro-mosaico in marmo che ricorda gli antichi pavimenti romani e una figura mitologica figlia dell’antica civiltà greca, culla della cultura mediterranea.
E’ un percorso attraverso il vissuto dell’autore stesso,
il volto di Medusa ricorda i temi della mitologia apprezzata sin da bambino, il materiale da cui è stata ricavata è pietra lavica del Vesuvio e riconduce geograficamente a quella terra campana a cui egli stesso appartiene attraverso le proprie origini, terra di luoghi unici al mondo come l’antica città di Pompei, che attraverso i suoi scavi e i suoi reperti archeologici ha sempre appassionato Ivan, da qui l’amore per gli antichi mosaici romani.
Il viaggio continua poi attraverso l’arte orafa che unisce il tutto, è palese il riferimento alle tecniche fiorentine tanto apprezzate, apprese e perfezionate in un percorso formativo avvenuto tuttavia lontano dal capoluogo toscano ma bensì nella regione in cui vive e ha sede il suo atelier; quel territorio tra i laghi della Lombardia in cui Ivan ha imparato il lavoro che ama e che trasmette attraverso opere come questa.
Scheda tecnica:
Medaglione in oro e argento con medusa in pietra lavica, diamanti e micromosaico in marmo.
Oro g. 54,6
Argento g. 12,5
Diamanti ct. 0,32
PEZZO UNICO DI ALTISSIMA GIOIELLERIA, rivolto a collezionisti, amanti del bello e della storia dell’arte.